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Un alfabetiere per diventare grandi

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UN ALFABETIERE PER DIVENTARE GRANDI

 

 

                                                          

                                                                                                                            Alessandra Carpignano - classe 1^C

 

 

Per promuovere la legalità, l’educazione alla cittadinanza e al rispetto delle regole occorre agire favorendo tra gli alunni l’adozione di comportamenti ispirati ai principi di legalità, convivenza civile, rispetto di doveri e diritti.

L'ALFABETO DELLA LEGALITA' è stato realizzato dagli alunni della classe 1^C della scuola secondaria, guidati dalla prof.ssa Rosa De Leonardis, a conclusione del percorso didattico LA MAFIA SPIEGATA AI BAMBINI. Il percorso intende promuover  i valori della solidarietà, del coraggio e dell’interazione, come antidoto al pregiudizio, all’ingiustizia e all’illegalità.

La scuola, dunque, come centro di promozione del benessere, luogo di attivazione di una cittadinanza democratica e di promozione della legalità, dove i ragazzi e le ragazze possano sperimentarsi in un ruolo attivo, come protagonisti di un percorso costruito e definito da essi stessi, affiancati e supportati da figure di riferimento. Le esperienze scolastiche ed il gruppo classe sono infatti elementi essenziali per apprendere quelle  regole di rispetto reciproco e di lealtà che sono il bagaglio necessario del futuro cittadino che vuole vivere in un paese civile.

 

 

Ecco come gli alunni presentano l'attività svolta.

 

La classe a cui apparteniamo è la 1^C dell’istituto Comprensivo Marconi. Durante questi mesi abbiamo realizzato un percorso davvero lungo e interessante sulla legalità, in particolare su MAFIA e COMPORTAMENTO MAFIOSO.

Siamo partiti dalla lettura di un libro che si intitola “La mafia spiegata ai bambini”, di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso. Si tratta di una favola che racconta in modo molto semplice un argomento duro e complesso.

Mafia, che parolona! Certo, qualche volta, ne abbiamo sentito parlare in televisione… ma ci sembrava una cosa lontana, che non poteva toccarci. In alcun modo. Pensavamo di essere al sicuro…

Poi però in classe è arrivato un libro, lo abbiamo letto tutti insieme, ne abbiamo discusso, abbiamo detto la nostra e alla fine abbiamo capito che quella parola “MAFIA” non si riferiva a qualcosa di astratto o di inesistente. Esiste invece…e dobbiamo imparare a capire come riconoscerla. Solo così, potremo sconfiggerla.

Qualcuno ha detto: “Nelle fiabe non si insegna ai bambini che esistono i draghi, quello lo sanno già. Si insegna ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. Ed è quello che fanno ancora oggi molti scrittori: non dicono che la mafia esiste. Dicono che la mafia può essere sconfitta! Ci sono state persone nella nostra bella Italia che hanno lottato con tutte le loro forze per cambiare una realtà spesso difficile e dolorosa! Tra queste ricordiamo persone molto speciali…che hanno cercato di dire in ogni modo quanto sia importante non accettare ciò che è brutto e cattivo senza impegno e senza lotta. Se vediamo che qualcosa minaccia e distrugge il nostro mondo, non dobbiamo voltarci dall’altra parte, non dobbiamo restare in silenzio. In molti hanno cercato di lasciarci un insegnamento, qualcosa su cui riflettere mentre diventiamo grandi.

Giuseppe Impastato, detto Peppino, per esempio è stato un giornalista siciliano, ucciso dalla mafia il 9 Maggio 1978 a Cinisi, cittadina a pochi chilometri da Palermo. Le sue parole sono l’essenza di tutto questo percorso e contengono una forza incredibile:

      “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre.

È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e  la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Queste parole ci hanno colpito molto e rappresentano un qualcosa di importante per ciascuno di noi. Vogliamo sottolineare, infine, una delle finalità principali della scuola, come istituzione e come prima agenzia formativa del territorio: la scuola ci forma, è una palestra di vita per noi ragazzi, ci fa diventare dei cittadini bravi, informati e consapevoli. La scuola aiuta ognuno di noi a crescere, a percorrere la strada giusta, a seguire sempre il sentiero della legalità, unica via per vivere bene insieme all’interno della società. Chiudiamo il nostro breve intervento lasciandovi con una filastrocca di Bruno Tognolini che raccoglie un po' il senso di tutto questo:

 

FILASTROCCA DEL PICCOLO GESTO IMPORTANTE

Un piccolo gesto è una pietra preziosa

Cela un segreto che è molto potente

Qualcosa accade, se tu fai qualcosa

E niente accade, se tu non fai niente

Basta un secchiello a vuotare il mare?

Basta una scopa a pulir la città?

Forse non basta, ma devi provare

Se provi, forse, qualcosa accadrà,

È un gesto inutile, ma non importa,

Piccoli gesti hanno forza infinita,

Se ognuno spazza davanti alla porta

La città intera sarà pulita.

 

 

 

 

 

 

ECCO IL NOSTRO ALFABETO!

 

Dedicato alle mamme,

ai papà e

a tutti coloro che

 stanno accanto ai bambini,

il nostro futuro,

il nostro domani.

Dedicato a quelli che li aiutano

a “diventare grandi”,

che li seguono passo dopo passo,

tendendo loro una mano

 dopo una caduta

 per rialzarsi…

 

 

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